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BORAMA - SOMALIA - 5 OTTOBRE 2003

E’ sera. Annalena assieme a due infermieri che lavorano presso l’ospedale Tb Center di Borama sta compiendo l’ultimo giro di visita dei malati per quella giornata. Alcuni pazienti nomadi sono accampati in tende collocate in un’area all’aperto dell’ospedale, perché non intendono abbandonare le loro usanze.
Annalena si attarda a parlare con uno di loro: le medicine da prendere, i mesi che devono restare ancora al centro per scongiurare una ricaduta della tubercolosi. I due infermieri discutono più avanti, ad una decina di metri, guardando altrove.
Sentono uno sparo, un solo sparo. Intuiscono che qualcuno sta scappando nel buio, ma non vedono nessuno. I pazienti della tenda dichiareranno poi di aver visto due persone in fuga.

Gli infermieri corrono subito verso Annalena che è a terra, in un lago di sangue.
Sono le 20.30: gridano aiuto. Arrivano i medici del Tb Center: la situazione è disperata.
Il proiettile, probabilmente di pistola (non fu mai fatta un’autopsia) le ha attraversato il capo uscendo dalla nuca. La donna è priva di conoscenza. I medici tentano di tenerla in vita. Servono trasfusioni: è una gara di solidarietà fra medici ed infermieri.

La notizia del sangue per Doctor Tonelli si sparge in un attimo e in poco tempo fuori dalla porta dell’ospedale c’è una lunga fila di persone. Riescono a farle sei flaconi di sangue in pochi minuti, ma Annalena non riprende conoscenza . Muore alle ore 21.15.
 
MI CHIAMO ANNALENA TONELLI

Sono nata in Italia a Forlì il 2 Aprile 1943.
Lavoro in sanità da trent'anni, ma non sono medico
. Sono laureata in legge in Italia. Sono abilitata all'insegnamento della lingua inglese nelle scuole superiori in Kenya.
Ho certificati e diplomi di controllo della tubercolosi in Kenya, di Medicina Tropicale e Comunitaria in Inghilterra, di Leprologia in Spagna.
Lasciai l'Italia a gennaio del 1969. Da allora vivo a servizio dei Somali. Sono trent'anni di condivisione. Ho infatti sempre vissuto con loro a parte piccole interruzioni in altri paesi per causa di forza maggiore.
Scelsi di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati che ero una bambina e così sono stata e confido di continuare a essere fino alla fine della mia vita. Volevo seguire solo Gesù Cristo. Null'altro mi interessava così fortemente: LUI e i poveri in LUI. Per LUI feci una scelta di povertà radicale ... anche se povera come un vero povero, i poveri di cui è piena ogni mia giornata, io non potrò essere mai.

Vivo a servizio senza un nome, senza la sicurezza di un ordine religioso, senza appartenere a nessuna organizzazione, senza uno stipendio, senza versamento di contributi volontari per quando sarò vecchia. Sono non sposata perché così scelsi nella gioia quando ero giovane. Volevo essere tutta per DIO. Era una esigenza dell'essere quella di non avere una famiglia mia. E così è stato per grazia di DIO.
Ho amici che aiutano me e la mia gente da più di trent'anni. Tutto ho potuto fare grazie a loro, soprattutto gli amici del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo di Forlì. Naturalmente ci sono anche altri amici in diverse parti del mondo. Non potrebbe essere diversamente. I bisogni sono grandi. Ringrazio Dio che me li ha donati e continua a donarmeli. Siamo una cosa sola su due brecce, diverse nella apparenza ma uguali nella sostanza: lottiamo perché i poveri possano essere sollevati dalla polvere e liberati, lottiamo perché gli uomini TUTTI possano essere una cosa sola.

Approfondimenti
Annalena. Martire [di Alex Zanotelli]
Libri [Io sono nessuno - Un silenzio che grida]
News from Annalena Tonelli Center
Quella volta che incontrai Annalena [di Anna Pozzi]
Una testimonianza di azione e di amore [di Michela Trevisan]
Testimonianza di Annalena Tonelli [pubblicata su Mondovisione]